RIFLESSIONE SULLA PENTECOSTE
Il mio legame con la Pentecoste: Una Riflessione Personale
Il 27/05/1989, durante una cerimonia solenne nella Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, il venerato Vescovo Carlo Ferrari mi ha confermato nella fede con il sacramento della Cresima. Questo giorno ha un legame speciale per me con la Solennità della Pentecoste.
Molti adolescenti vedono la Cresima come la conclusione del loro cammino di iniziazione cristiana, e spesso si distaccano dalla Chiesa dopo questo sacramento. Per me, invece, è stato l’inizio di una profonda esplorazione spirituale.
La Pentecoste dovrebbe servire come un momento di riflessione e preghiera, sperando che sempre più giovani si sentano chiamati a mantenere una connessione forte e duratura con il Signore.
L’Importanza della Confermazione e l’Influenza dei Pastori della Diocesi nella Mia Vita
La “Lumen Gentium” evidenzia come la Confermazione ci avvicini profondamente alla Chiesa, donandoci una forza speciale grazie allo Spirito Santo. Chi riceve questo sacramento è chiamato a diffondere e difendere la fede, diventando un vero testimone di Cristo.
In occasione della Pentecoste, è il momento ideale per rivolgere una fervida preghiera di intercessione per i pastori della Diocesi che hanno illuminato il mio percorso spirituale: Carlo Ferrari, Egidio Caporello, Roberto Busti e Marco Busca. Ogniuno di loro, con carismi distinti, incarna i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.
L’evocativa cerimonia del “passaggio del Pastorale” da un Vescovo all’altro simboleggia la continuità apostolica, un dono manifestamente offerto dallo Spirito Santo.
Un sentito ringraziamento va a tutti i sacerdoti che hanno supportato e continuano a guidare il mio discernimento spirituale. Una menzione particolare per Don Severino Tasselli, Don Nelson Furghieri, Padre Enzo Poiana, Padre Enzo Piovesan, Don Alberto Formigoni, Don Gianpietro Negri, Don Renato Zenesini, Don Enea Grassi e Mons. Gianluca Pezzoli. Alcuni di loro, inclusi l’amato Vescovo Marco, mi stanno assistendo nel trovare una prospettiva di fede nelle sfide legate alle mie condizioni di salute.
Perché Abbiamo Bisogno dello Spirito Santo?
C’è una citazione di Papa Francesco che trovo adatta per spiegare il dono dello Spirito Santo: “L’equilibrio della Chiesa ricorda quello di una bicicletta che cade se sta ferma, ma ‘va bene’ se è in movimento.”
Per far girare le ruote, abbiamo bisogno della forza delle gambe. Senza forza, quindi, senza nutrimento, come possiamo pedalare? Senza lo Spirito Santo, come possiamo camminare nella fede? Senza l’Eucaristia, come possiamo vivere? Attraverso l’Eucaristia, diventiamo più santi. Ha senso, quindi, interrogarsi su come viviamo la comunione con gli altri.
La Pentecoste ci insegna due cose in particolare:
Chiesa in Uscita: Papa Francesco ha detto: “Se gli apostoli, dopo la Pentecoste, fossero rimasti chiusi nel cenacolo, non avremmo avuto la Chiesa.”
Il Rispetto e l’Accoglienza della Diversità dei Carismi: Ci arricchiamo nella diversità. Tornando al paragone della bicicletta, ho constatato l’importanza e la necessità del gregario in una squadra, anche se non sono un grande intenditore, poiché non vado in bicicletta e parlo da teorico. Ci si dà il cambio per facilitare la corsa e ci si stimola a vicenda. Così avviene in una comunità. Il dono dello Spirito Santo ci farà diventare luce per gli altri.
La Storia del Tempio Buio:
Padre Enzo Poiana mi raccontò una storia che calza a pennello per spiegare questo concetto fondamentale. Il suo titolo è: “Il Tempio Buio.” Un principe molto ricco decise di costruire una chiesa per tutte le persone che abitavano nel villaggio. Era un bell’edificio elegante, situato sulla collina, quindi ben visibile a tutti. Ma aveva una particolarità: era senza finestre!
Il giorno dell’inaugurazione, prima che il sacerdote iniziasse la celebrazione, il principe fece un discorso per consegnare il tempio alla comunità. Disse: “Questa chiesa sarà un luogo d’incontro con il Signore, che ci chiama a pregarlo e ad amarci reciprocamente. Vi chiederete perché non sono state costruite finestre. Lo spiego subito. Quando ci sarà una celebrazione, ad ogni persona che entra in chiesa verrà consegnata una candela. Ognuno di noi ha il suo posto. Quando saremo tutti presenti, la chiesa risplenderà e ogni suo angolo sarà illuminato. Ma quando mancherà qualcuno, una parte del tempio rimarrà in ombra.”
Gli abitanti di quel villaggio furono molto grati al principe, che oltre ad essere ricco era anche molto saggio. Ogni cristiano è luce per gli altri e ha un suo posto particolare nella comunità. In questa Pentecoste, chiediamo al Signore di essere sempre più luce per gli altri, affinché tutti si rendano conto di non essere esclusi e di avere un posto speciale nella nostra comunità perché è proprio il Signore che ci ha preparato questo posto.\